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Personaggi

principali

( N = Nemici )

Trama,  Note,  n°episodi,

 emittente della prima trasmissione,

anno di prima trasmissione in Italia

Hiroshi Shiba, Miwa Uzuki, il professor Shiba, il professor Dairi, Kikue la madre di Hiroshi, Mayumi la sorellina, Shorty bambino orfano adottato dagli Shiba, Don e Pancho i piloti del Mecadon. 

N : l’Imperatore Yamatai, la Regina Himica, e i suoi tre ministri Ikima, Mimashi, Amaso, e i mostri Haniwa, il Generale Flora

La regina Imica dell’Impero Yamatai dei Regni Sotterranei, fa uccidere il professor Shiba perchè questi ha scoperto che il malvagio popolo degli abissi (Haniwa), svegliatosi dopo un sonno di migliaia di anni, sta per invadere la Terra; il professore non ha voluto rivelare dove ha nascosto la magica campana di bronzo necessaria per la conquista del mondo. Ma il previdente professore ha immagazzinato tutti i suoi ricordi in un computer, riescendo così a comunicare anche dopo morto con suo figlio Hiroshi, e a rivelargli che la famosa campana è impiantata attorno al suo cuore. Gli affida un ciondolo a forma di testa e un paio di guanti magnetici, coi quali riesce a trasformarsi nella testa del Jeeg Robot. Le parti restanti del corpo si materializzano dall’astronave di Miwa, il Big Shooter (Miwa.. lanciami i componenti!!) e poi si compongono magneticamente. Alcune armi: doppio maglio perforante, super neutroni.  Il Jeeg Robot, pur combattendo contro le forze del male, era mal visto dalla popolazione, che voleva a tutti i costi che il laboratorio venisse chiuso perchè secondo loro era radioattivo. Comandato dal simpatico prof. Dairi, il laboratorio poteva anche alzarsi in volo. Era anche dotato di una barriera che, al contrario di quella di Mazinga, non è al laser, ma e’ costituita da una caterva di mine sospese in aria. La loro utilità resta comunque ridottissima (come tutte le barriere delle basi nei cartoni robotici). Nella serie compariva anche un robot buono e pasticcione, il Mecadon (poi convertito in Mecadon 2), ideato dalla coppia di imbecilli Don e Pancho (sulla falsariga del mitico Boss Robot). Frase celebre della regina Himica: “Nighini Nighini Nasanucolò”. Armi tipiche di Jeeg:  il raggio protonico e i raggi delta. I componenti speciali di Jeeg sono i missili perforanti, il bazooka, il modulo cavallo, gli scudi rotanti, gli astrocomponenti e i supercomponenti.Il Finale: nella penultima puntata, Hiroshi riesce a sconfiggere una volta per sempre il suo nemico e a riportare la pace sulla terra. L’ultima puntata è effettivamente un “collage” dell’intera serie. Infatti, viene ripercorsa l’intera storia, mostrando scene a partire dalla 1a puntata, dove il padre di Hiroshi trova la campana necessaria al popolo dell’Impero Yamatai dei Regni Sotterranei per conquistare la terra, fino a giungere al combattimento finale.

Nota: in vendita nei negozi di giocattoli c’erano dei robot chiamati “Micronauti” che come Jeeg erano composti da pezzi tenuti insieme da giunti magnetici. Chi se li ricorda? Io [PM] avevo “Andromeda”, nero, ma c’era anche “Oberon”, bianco e simile ai soldati di guerre stellari.

Nota: dal montaggio di alcuni episodi della serie in Italia è stato tratto un lungometraggio dal titolo “Jeeg – Il ritorno di Himika”, in cui  il robot d’acciaio affronta la reincarnazione dello spirito della regina Himika, morta per mano dell’Imperatore delle Tenebre.     di Go Nagai.     46 EP, RETEA, 1979

Record Assoluto: è il primo caso di mutazione uomo-robot.

(+) continuando il discorso del mistero di Piero Pelù nella sigla, il brano dei Fogus è datato 1979, ma all’epoca Piero aveva 17 anni, mentre all’ascolto si ode la voce di un uomo adulto: la prova definitiva che non si tratta di lui si ha se si confronta con la voce che egli ha nel suo primo album, “Desaparecido” del 1985, o nel secondo, “17 Re”; voce diversa davvero dal brano dei Fogus. Il “qui pro quo” è nato probabilmente nel momento in cui ha cominciato a girare (anche trasmessa per radio) una versione live di Jeeg Robot interpretata dagli “Edipo e il suo complesso”. La particolarità dell’ interpretazione era che il cantante imitava lo stile che ha Piero Pelù da “El Diablo” in poi (1990)-stile peraltro molto differente da quello di “Desaparecido”. Alla fine del brano il cantante degli “Edipo” salutava con un bel “Grazie” in perfetto stile-Pelù. Forse è bastata una frase del tipo:”Sembra proprio Piero Pelù”, a scatenare la nuova “questione omerica”. Ma una nuova domanda inquietante si pone: e se Fogus fosse in realtà Fred bOnGUSto ?

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